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Il potere del Cloud

Aggiornamento: lug 20

Il cloud computing è una realtà consolidata e, al giorno d’oggi, sono in molti ad affidarsi a piattaforme e servizi che sfruttano questa tecnologia. Ma non tutti sanno come funziona, quali benefici porta con sé, insieme ad eventuali problemi e rischi.



Cos’è il cloud computing?

In informatica il cloud computing sta ad indicare tutti quei servizi di calcolo come server, spazi di archiviazione, database, rete, software, utilizzabili tramite Internet. Per fare un esempio pratico, una persona si collega con un dispositivo alla piattaforma o al servizio in cloud e può sfruttare in remoto, banche dati, hardware o software senza doverli possedere o installare sul proprio dispositivo. Questa modalità consente agli utenti di non curarsi della loro disponibilità hardware/software, a patto di avere una buona connessione.

Dal punto di vista del fornitore, erogare questo tipo di servizi richiede di avere un centro dati fisico in cui poter collocare una rete di server capace di gestire un flusso di connessioni abbastanza grande.


Vi sono, tendenzialmente, tre tipi di servizi principali:

  1. Software as a Service: questo consente di usufruire di programmi installati in remoto

  2. Data as a Service: questo tipo di servizio mette a disposizione esclusivamente dati, invece di un elaboratore. Viene utilizzato uno spazio di archiviazione di enormi dimensioni. Google Drive e Dropbox sono servizi di questo tipo

  3. Hardware as a Service: questo tipo di servizio consente agli utenti di caricare dei dati, che vengono elaborati in remoto, e ricevere i risultati sul loro dispositivo


Vantaggi, problemi e rischi

I vantaggi sono molteplici. Come già spiegato sopra, il principale vantaggio di utilizzo di questa tecnologia è il non dover curarsi della propria disponibilità hardware. Questo per un’azienda (ma anche per un privato cittadino) si traduce nel poter risparmiare, evitando le spese relative all’acquisto di hardware e aggiornamenti. Da questo ne conseguono altri tre vantaggi:

  • Recuperabilità. Backup di dati e ripristini di emergenza sono interamente gestiti dai data center e perciò non richiedono all’utente alcuno sforzo

  • Praticità. I servizi in cloud elaborano e organizzano velocemente una mole di dati notevole e insieme evitano agli utenti di dovere perdere tempo per aggiornamenti (sia hardware che software) o patch

  • Altro importante vantaggio è la possibilità di accedere al servizio in cloud in qualsiasi momento o luogo, spesso anche su dispositivi mobili, e consentire di consultare dati e informazioni quando lo si desidera

Tuttavia, il cloud computing, per sua natura, riserva problemi e rischi da non sottovalutare. Il principale problema risiede nella continuità del servizio, che può essere assicurata solo grazie ad una connessione molto veloce. La continuità stessa può anche essere messa a rischio da eventuali malfunzionamenti dei server o da interruzioni della connessione internet.


Quanto ai rischi, l’unico punto debole del cloud computing sta proprio nella sicurezza dei dati. Immettere dati sensibili in strutture esterne, espone gli utenti singoli a violazioni della privacy, molto spesso legate a profilazione e indagini di mercato.

Allo stesso tempo si è comunque vulnerabili a casi di pirateria informatica, un rischio sia per utenti singoli che per aziende che sfruttano il cloud. Infine, parlando di aziende, i dati memorizzati in spazi di archiviazione esterni possono essere oggetto di spionaggio industriale.


In conclusione, il cloud rappresenta una soluzione ideale per tutti quegli utenti che vogliono abbattere il muro rappresentato dalla richiesta hardware (i cosiddetti requisiti minimi) e operare con grande efficacia.

Velocità, praticità e recuperabilità dei dati, con il cloud, possono essere definitivamente alla portata di tutti. Però, tutto ciò porta con sé i rischi di ogni tecnologia informatica e richiede dunque ai provider di attrezzarsi per la protezione dei dati e dell’intera infrastruttura.

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